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làsca, sf. (pl.-che) Pesce d'acqua dolce. 
Làsca, Antòn Francésco Grazzìni détto il (Firenze 1503-1584) Scrittore italiano. Dopo una giovinezza durante la quale esercitò il mestiere dello speziale, nel 1540 contribuì a fondare l'Accademia degli Umidi, prendendo il soprannome del Lasca. Nel 1582, insieme a Leonardo Salviati, fu poi tra i fondatori dell'Accademia della Crusca. Tra le opere, oltre a numerosi madrigali, sonetti e canzoni, scrisse alcune farse, come Il frate e La giostra, sette commedie (La gelosia, La spiritata, La strega, La pinzochera, La Sibilla, I parentadi, L'arzigogolo) e una raccolta di novelle (Le Cene) sul modello del Decamerone boccaccesco. 
lascàre, v. tr. 1 Allentare un cavo di manovra. <> cazzare. 2 Lasciare la briglia sul collo del cavallo. 
Làscari Comune in provincia di Palermo (3.030 ab., CAP 90010, TEL. 0921). 
Lascaux, gròtta di Grotta naturale che si apre sul margine di in un altopiano al di sopra del corso della Vézère, in Dordogna (Francia), nella quale sono state rinvenute, nel 1940, pitture e incisioni preistoriche risalenti alla cultura maddaleniana del Paleolitico perfettamente conservate. 
lasciapassàre, sm. invar. Permesso scritto che autorizza l'accesso o il passaggio; autorizzazione, salvacondotto. ~ permesso. 
lasciàre, v. v. tr. 1 Smettere di tenere. ~ mollare. <> stringere. 2 Abbandonare, rinunciare, tralasciare, interrompere. ~ desistere. <> continuare. dovette lasciare il suo paese per non subire persecuzioni. 3 Far rimanere dietro di sé come segno della propria presenza. aveva lasciato un buon ricordo in quella casa. 4 Dare in consegna andandosene. ~ affidare. ha lasciato la sua proprietÓ ai nipoti. 5 Dimenticare in un luogo. 6 Permettere. ~ consentire. <> proibire. 7 Far rimanere in una certa condizione. lo lasci˛ a bocca aperta con quella risposta acida
v. rifl. Separarsi. ~ dividersi. 
lasciàto, agg. e sm. Nell'industria tessile, relativo a un filo di ordito quando non viene alzato al passaggio della navetta e quindi passa sotto la trama. 
làscito, sm. Donazione per testamento; eredità, legato. ~ donazione. 
Lascito Opera di poesia di F. Villon (1456). 
lascivaménte, avv. In modo lascivo, licenziosamente. ~ dissolutamente. 
lascìvia, sf. Tendenza alla sensualità licenziosa. ~ depravazione, immoralità. <> purezza, innocenza. 
lascìvo, agg. Lussurioso, licenzioso, impudico. ~ depravato. <> morigerato. 
làsco, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. 1 Non teso. ~ lento. <> stretto. 2 Fiacco. ~ pigro. <> sveglio. 
sm. Gioco tra i pezzi di un meccanismo. 
làser, sm. invar. Acronimo dell'inglese Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce tramite emissione stimolata di radiazioni). Apparecchiatura costruita per la prima volta nel 1960 dal fisico americano Theodore Maiman, consente di produrre un fascio di luce molto intenso, sottile e a elevata monocromaticità e coerenza: a differenza della luce ordinaria, nella quale sono presenti tutte le lunghezze d'onda e i fotoni non sono in fase, la luce laser presenta una minima dispersione di lunghezza d'onda (frequenza) e tutti i fotoni sono in fase. Quanto detto permette al raggio laser di viaggiare per lunghi cammini senza perdere le proprie qualità di intensità e focalizzazione (il raggio non si apre all'aumentare della distanza dalla sorgente). Ciò rende possibile concentrare in un punto una grande quantità di energia. Le proprietà del laser si basano sull'omonimo effetto, previsto da Einstein: gli atomi della sorgente sono preventivamente eccitati, fornendo energia (pompaggio), e portandone gli elettroni a livelli orbitali superiori; di seguito, l'assorbimento di un fotone avente energia proprio pari a quella del salto orbitale, stimola il ritorno simultaneo e perciò rinforzato di tutti gli atomi della sorgente al livello inferiore. Poiché il salto energetico è uguale per tutti gli atomi, anche le energie (frequenze, lunghezza d'onda e intensità, nonché tempo di emissione) dei corrispondenti fotoni luminosi emessi sono uguali. Il laser è applicato nei più disparati campi, dalla costruzione di interferometri ad alta potenza all'industria metalmeccanica, dai dispositivi per la lettura dei codici a barre ai lettori di compact disc, dalla medicina (interventi sulla retina, microchirurgia dell'occhio, chirurgia oncologica) alla telemetria (misurazione topografica delle distanze), dall'olografia alla produzione delle temperature necessarie per i processi di fusione nucleare. Data l'elevata frequenza delle radiazioni risulta un ottimo supporto per la trasmissione delle informazioni mediante le fibre ottiche. 
laserdoppler, sm. invar. Tecnica che utilizza il laser e il doppler al fine studiare il microcircolo per recuperare informazioni su arterie e vene. Tali informazioni servono sia per eseguire diagnosi sia per i trattamenti chirurgici. 
laserìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Tecnico esperto nell'installazione, nell'uso e nella manutenzione di apparecchi a laser. 
laserterapìa, sf. Cura di malattia o malformazioni mediante l'impiego di raggi laser. 
Lashkar Città dell'India, nel Madhya Pradesh, che forma con Gwalior un'unica entità amministrativa (539.000 ab.). 
Lasìno Comune in provincia di Trento (1.028 ab., CAP 38076, TEL. 0461). 
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