Enciclopedia

Manizales Città (275.000 ab.) della Colombia, nella valle del Cauca. Capoluogo del dipartimento di Caldas. 
manìzza, sf. 1 Manicotto foderato di pelliccia. 2 Manubrio. 3 Guanti utilizzati dai corridori ciclisti. 
Mankiewicz, Joseph L. (Wilkes Barre 1909-Bedford 1993) Regista cinematografico statunitense. Diresse Eva contro Eva (1950), Uomini e cobra (1970), Gli insospettabili (1972). 
Mànlio Capitolìno, Màrco (?-384 a. C.) Console romano. Nel 392 a. C. divenne console e nell'invasione di Roma da parte dei galli del 390 a. C., avvertito dallo starnazzare delle oche, salvò il Campidoglio dagli assalitori. Sospettato di aspirare alla tirannide fu messo a morte. 
Mànlio Torquàto, Tìto (IV sec. a. C.) Generale romano di celebre rigore e severità: secondo leggenda avrebbe giustiziato il figlio che aveva trasgredito un suo ordine. 
Mànlio Vulsóne Lóngo, Lùcio (III sec. a. C.) Politico e generale romano. Come console, nel 256 a. C., sconfisse i cartaginesi nella battaglia navale di Ecnomo insieme ad Attilio Regolo e guidò il corpo di spedizione romano in Africa. Di nuovo console, nel 250 a. C., iniziò l'assedio a Lilibeo, l'odierna Marsala. 
Mann, Anthony (San Diego 1907-Berlino 1967) Regista cinematografico statunitense. Diresse Winchester 73 (1950), L dove scende il fiume (1951) e L'uomo di Laramie (1954). 
Mann, Heinrich (Lubecca 1871-Santa Monica, California 1950) Romanziere tedesco. Tra le opere Nel paese di Cuccagna (1900) e Il professor Unrat (1905). 
Mann, Michael (1943-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Manhunter (1986), e L'ultimo dei Mohicani (1992). 
Mann, Thomas (Lubecca 1875-Zurigo 1955) Scrittore tedesco, appartenente a una ricca famiglia di commercianti, visse a Monaco dal 1893 e, dopo l'ascesa del nazismo, si rifugiò all'estero, principalmente in Svizzera. Nel 1901 pubblicò il romanzo I Buddenbrook, che racconta la decadenza di una ricca famiglia di Lubecca, delineando il tema del contrasto tra arte e vita, sempre presente nelle sue opere. Nel Tristano (1903) è la musica a essere raffigurata come elemento di disgregazione, mentre nel Tonio Krger (1903) la letteratura si contrappone ai valori deteriori della borghesia. In Morte a Venezia (1913) l'attrazione per i temi della morte e del disfacimento raggiungono l'apice. Dopo la prima guerra mondiale, nella quale assunse una posizione interventista e nazionalista, Mann supera il fascino dell'ideologia nietzschiana e riscopre i valori della razionalità. La montagna incantata (1924) descrive i dibattiti ideologici dell'inizio del secolo e sembra prefigurare gli eventi tragici dell'epoca hitleriana. Nelle opere successive, Giuseppe e i suoi fratelli (1932-1943) e Doctor Faustus (1947) Mann trasfigura la situazione contemporanea anticipando forse il crollo della Germania e cercando di conciliare mito e intelletto, borghesia e arte. Nel 1929 ricevette il premio Nobel. 

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