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metamòrfosi, sf. invar. 1 Trasformazione. ~ mutamento. aveva subito una metamorfosi del carattere, diventando intrattabile. 2 Mutamenti a cui vanno soggetti alcuni animali prima di giungere a pieno sviluppo. la metamorfosi della crisalide
Metamorfosi (L'asino d'oro) Romanzo di L. Apuleio (II sec.). Insieme al Satyricon di Petronio rappresenta l'unica testimonianza di romanzo antico in lingua latina a noi pervenuta. Vi si narrano le avventure di Lucio che, per la curiosità nei confronti delle pratiche magiche, viene accidentalmente trasformato in asino, invece che in uccello come avrebbe desiderato; come asino viene coinvolto in varie vicende finché la dea Iside lo restituisce a forma umana. All'interno della vicenda principale è inserita la favola di Amore e Psiche. Ritornato uomo, Lucio diventa sacerdote di Iside. L'opera è simbolica e in gran parte autobiografica. L'originale impasto di tratti diversi variamente combinati nel tessuto linguistico fanno dello stile di Apuleio uno dei più originali di tutta la letteratura latina. 
Metamorfosi 
Poema di P. Ovidio Nasone (3-8). 
Metamorfosi, La Racconto di F. Kafka (1916). Narrazione dell'improvvisa trasformazione di un uomo in scarafaggio e della sua morte. Svegliandosi da sogni agitati, il commesso viaggiatore Gregor Samsa constata che il suo corpo si è trasformato in un insetto mostruoso. La sua capacità di ragionare è tuttavia rimasta intatta e gli consente di analizzare la situazione con estrema lucidità. Osservando la camera, la finestra, la conformazione del suo nuovo corpo che gli impedisce di cambiare posizione, si persuade di essere sveglio. La sua attività di commesso viaggiatore, per quanto sgradita, è l'unica fonte di mantenimento della famiglia, perciò non è possibile sottrarvisi. Tra l'altro, avendo difficoltà di movimento, finirà per arrivare in ritardo. Intanto, i famigliari, rendendosi conto del ritardo bussano alla porta della sua stanza. Con grande sforzo, Gregor riesce a sollevarsi e a girare la chiave, aprendo la porta. La reazione di orrore lo obbliga a rientrare nella stanza. Inizia il calvario della segregazione e dell'isolamento: costretto a rimanere nella sua stanza, ascolta i rumori della casa e le conversazioni dei famigliari. Solo la sorella entra rapidamente nella sua stanza per portargli da mangiare. La situazione peggiora progressivamente. I mobili vengono portati via dalla stanza, il padre reagisce alla sua vista colpendolo con le mele che gli causano una grave ferita. Gregor prova gravi sensi di colpa per non poter più svolgere il proprio lavoro, dal quale dipende la sopravvivenza della famiglia. Una sera, mentre la sorella sta suonando il violino, Gregor si avvicina silenziosamente; quando si accorgono della sua presenza, tutti fuggono. Da quel momento, Gregor viene chiuso nella sua camera. Poche ore dopo, Gregor muore per effetto della ferita riportata in precedenza. Quando viene trovato morto, la famiglia tira un sospiro di sollievo. 
Le interpretazioni di questo racconto sono molteplici. Ogni immagine può essere collegata a un simbolo e a un significato ispirato alla vita dell'autore. In questo senso, il racconto deve essere letto insieme ad altri testi di Kafka, tra i quali, l'altrettanto famosa Lettera al padre. Nella metamorfosi è stato visto il rifiuto del protagonista per il lavoro. La figura del padre ha esclusivamente i caratteri negativi dell'oppressione. Al di fuori delle interpretazioni autobiografiche, il testo suggerisce temi come la solitudine, l'abbandono, la mancanza di integrazione con la comunità, sentiti vivamente nell'epoca moderna. 
metanauplius, sm. invar. Secondo stadio larvale dei Crostacei, dopo il nauplio, nel quale si ha un allungamento del corpo dalla parte della coda con la formazione di nuovi segmenti, la delimitazione dei segmenti già presenti e dalla comparsa di nuove paia di appendici. 
metanièro, agg. Relativo all'estrazione e alla produzione del metano. 
metanìfero, agg. Che produce metano. 
metanizzàre, v. tr. Dotare di una rete di distribuzione di gas metano. 
metanizzazióne, sf. Il processo del metanizzare. 
metàno, sm. Primo termine della serie degli alcani (CH4) è il più semplice degli idrocarburi. Gas incolore e inodore, con punto di ebollizione-161,5 °C, fu scoperto da A. Volta nel gas sprigionato dal fondo delle paludi. La produzione industriale avviene per raffinazione del metano dagli altri gas contenuti in giacimenti sotterranei. Il metano è utilizzato come fonte di energia termica, ad alto potere calorifico (11.000 kcal/m3) e nell'industria chimica per la produzione di composti chimici. 
metanodòtto, sm. Conduttura per trasportare il metano lontano dal suo luogo di produzione. 
metanòlo, sm. Alcool metilico (CH3OH) scoperto nei prodotti della distillazione del legno. Viene sintetizzato da ossido di carbonio e idrogeno. Incolore, infiammabile e tossico, trova largo uso come solvente e anticongelante. È materia base per la produzione della formaldeide. 
metaplàsma, sm. (pl.-i) Sostanza elaborata dalle cellule, presente nei tessuti connettivi. 
Metapònto Località (1.110 ab.) in provincia di Matera, sulla costa del golfo di Taranto. Fu fondata dagli achei nell'VIII sec. a. C. e divenne riferimento culturale per la diffusione del pensiero di Pitagora. Nella guerra contro Pirro fu alleata di Roma, ma, per aver ospitato le truppe di Annibale, fu distrutta nel 207 a. C. Importanti i resti archeologici del tempio dorico (VI sec. a. C.) detto delle Tavole Palatine, dei templi di Apollo Licio, Era e Afrodite (V e IV sec. a. C.) e delle necropoli. 
metapsìchica, sf. (pl.-che) Disciplina che studia i fenomeni psichici extranormali. 
metapsìchico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla metapsichica. 
metapsicologìa, sf. L'aspetto più teorico della psicologia freudiana, consistente nell'elaborazione di un insieme di modelli che illustrino le funzioni psichiche nelle loro relazioni economiche, dinamiche e topiche. 
metascìsto, sm. Roccia metamorfica derivata da rocce sedimentarie che sono state a loro volta iniettate da messa magmatiche. 
metasomatìsmo, sm. Fenomeno di formazione di una roccia ottenuta per ricristallizzazioni e cambiamenti nella composizione chimica e mineralogica. 
metàstasi, sf. invar. Migrazione di uno stato patologico, infettivo o tumorale, da una parte all'altra dell'organismo, con formazione di un processo patologico secondario. In particolare, nel caso di tumori maligni, la possibilità di generare metastasi è caratteristica della malignità del tumore stesso. La migrazione delle cellule avviene in modo diverso a seconda del tipo di tumore: nei tumori epiteliali la migrazione ha inizio attraverso la via linfatica e prosegue poi per via ematica, mentre nei tumori connettivali avviene direttamente per via ematica. 
Metastàsio, Piètro (Roma 1698-Vienna 1782) Nome grecizzato di Pietro Trapassi. Poeta e drammaturgo. Studiò con G. V. Gravina e G. Caloprese e diventò tra i principali esponenti dell'Arcadia (1718). Trasferitosi a Napoli frequentò il salotto della cantante Marianna Benti Bulgarelli dove conobbe i più importanti musicisti contemporanei: G. B. Pergolesi, A. Scarlatti e N. Porpora. Divenuto famoso fu chiamato alla corte di Vienna nel 1730 da Carlo VI e ottenne il titolo di poeta cesareo. È noto soprattutto per i melodrammi, musicati da tutti i maggiori musicisti dell'epoca, nei quali l'ispirazione patetica è espressione della società contemporanea. Le opere principali sono i melodrammi Didone abbandonata (1724), Siroe (1726), Semiramide riconosciuta (1729), Artaserse (1730), Demetrio (1731), Adriano in Siria (1732), Olimpiade (1733), La clemenza di Tito (1734), Temistocle (1736), Attilio Regolo (1740), Il re pastore (1751). Scrisse anche alcune opere sulla teoria dell'arte teatrale (Estratto dell'Arte poetica di Aristotele, 1780 e Osservazioni sul teatro greco), nonché alcune canzonette (La libertÓ, 1733 e La partenza, 1746). 
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