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Enciclopedia

Pestalozzi, Johann Heinrich (Zurigo 1746-Brugg, cantone di Argovia 1827) Pedagogista svizzero, ispirato alle idee di J.-J. Rousseau, fu fautore di una concezione educativa in cui la personalità dell'individuo va formata in modo libero e spontaneo sotto la guida di un educatore. Le sue idee e i suoi esperimenti posero le basi della riforma dell'istruzione elementare. Orfano di padre, fu educato dalla madre e da una domestica, Babeli, che gli rimase fedele per tutta la vita. Avendo sperimentato di persona i disagi della povertà, fin da giovane si sentì portato a scegliere una professione che gli permettesse in qualche modo di alleviare le condizioni dei più disagiati. Dopo aver tentato varie strade (pastore, avvocato, agricoltore) nel 1769 sposò Anna Schulthess, la quale gli fu compagna affettuosa per tutta la vita, condivise le sue idee politiche e pedagogiche, e lo incoraggiò nei momenti difficili. La nascita del figlio Jacob, alla cui educazione Pestalozzi si dedicò appassionatamente, gli fece scoprire la sua vocazione di educatore. Nel 1773 allestì una fattoria modello presso Birr e la chiamò Neuhof, utilizzandola per farne un centro di educazione e istruzione a beneficio dei contadini poveri. La scuola fu un fiasco finanziario e dovette essere chiusa cinque anni dopo (1779), ma l'esperienza fu utile al Pestalozzi per la formulazione delle sue idee educative. Negli anni successivi Pestalozzi definì i suoi principi educativi, che espose in numerose opere pedagogiche che gli diedero grande notorietà. Tra esse, La veglia di un solitario (1780), Legislazione e infanticidio (1783), Sanculottismo e cristianesimo (1784), Ricerche sul procedere della natura nello sviluppo del genere umano (1797) e Il linguaggio come fondamento della cultura (1799). La sua opera più nota, Leonardo e Gertrude (1781-1787), è un romanzo nel quale l'autore si propone di mostrare che l'educazione è in grado di costituire la base della rigenerazione morale e politica della società. Egli attribuì grande importanza al ruolo della madre e della famiglia. Nel 1800 fondò una scuola a Burgdorf nella quale mise in pratica le sue teorie; in seguito la scuola venne trasferita a Yverdon (1805) nei pressi di Neuchâtel. Raccogliendo intorno a sé una serie di collaboratori entusiasti, l'istituzione ebbe un grande successo e attirò studenti e studiosi da tutta l'Europa. Friedrich Fröbel (1782-1852) e Johann Friedrich Herbart (1776-1841) visitarono la scuola e ne furono influenzati. Contemporaneamente continuò l'esposizione delle sue idee pedagogiche in libri di grande interesse. Pestalozzi ritiene che tutti i bambini abbiano pari diritto all'istruzione e che siano in grado di trarne beneficio. Considerando l'uomo costituito di tre nature (animale, sociale e morale), Pestalozzi sostiene che, se si lascia sviluppare questa triplice natura in modo armonico, si otterrà un uomo preparato a inserirsi nel contesto sociale e tuttavia dotato della necessaria autonomia. Il compito dell'educazione e dell'istruzione è appunto lo sviluppo completo dell'individuo. Materie di studio saranno la matematica, le scienze esatte, la geometria, il disegno, la scrittura. Seguace di J. A. Comenio (1592-1670) e di J.-J. Rousseau (1712-1778), Pestalozzi ebbe il merito di avere concepito una scuola aperta a tutti. Criticava l'istruzione tradizionale perché basata prevalentemente sull'espressione verbale e sull'esercizio intellettuale. Riteneva che le innate facoltà del fanciullo devono essere sviluppate secondo la sua natura. I suoi principi si basavano su tre nuclei educativi fondamentali: forma, linguaggio e numero, e sulla creazione di un ambiente affettuoso ed emozionalmente sereno. Nell'apprendimento della scrittura Pestalozzi prevede gli esercizi con il gesso (che offre il vantaggio di correzione immediata degli errori) e successivamente quelli con la penna (che consente di perfezionarsi fissando i risultati sulla carta). Queste idee, a quel tempo rivoluzionarie, ebbero grande influenza sullo sviluppo della pedagogia dell'educazione in Europa e negli Stati Uniti d'America. Tra le altre opere, Come Gertrude istruisce i suoi figli (1801), Il canto del cigno, Sull'idea di educazione elementare, Destini della mia vita
pestàre, v. tr. 1 Battere qualcosa, in modo da ammaccarla o ridurla in polvere. ~ frantumare, sminuzzare. 2 Riempire di botte, percuotere. ~ picchiare. fu pestato a sangue. 3 Schiacciare con i piedi. pestare i piedi a qualcuno, danneggiarlo. 
pestàta, sf. L'atto del pestare. 
pestatùra, sf. Operazione del pestare. 
pèste, sf. Malattia infettiva contagiosa, provocata dal batterio Yersinia pestis che si trasmette dai ratti all'uomo, mediante la puntura delle pulci. Il contagio ha provocato epidemie disastrose nel passato (per esempio in Europa, fra il VI e il IX sec.); la malattia provoca febbri elevate, ingrossamento delle ghiandole linfatiche (peste bubbonica), polmonite (peste polmonare). La malattia si conclude spesso con la morte dell'ammalato; le cure sono a base di sulfamidici e antibiotici, ma la malattia è stata debellata, almeno nelle zone sviluppate del pianeta, soprattutto grazie al miglioramento delle condizioni generali igienico-sanitarie. 
Peste, La Romanzo di A. Camus (1947). Ambientata in Algeria, l'opera racconta la peste di Orano. La pestilenza che scoppia nella città algerina assume il significato simbolico del male che si sviluppa nel mondo. Il male non deve fermare gli uomini che come il dottor Rieux lottano per testimoniare la solidarietà. La peste finirà con il placarsi, ma, come dice il dottore, occorre restare vigili perché il bacillo della peste non scompare mai. Per il periodo in cui è collocata la peste e per l'insistenza su certi temi simbolici, l'opera è stata interpretata come la metafora del nazismo. 
Pestel', Pavel Ivanovic (Mosca 1793-San Pietroburgo 1826) Militare russo. Propugnò l'abbattimento dello zarismo e la spartizione delle terre ai contadini. Organizzò la Società del sud e fu a capo del moto dei decabristi. Fu condannato a morte. 
Pestèlli, Lèo (Torino 1906-1976) Narratore. Tra le opere Racconto grammaticale (1967) e Parlare italiano (saggio, 1962). 
pestèllo, sm. 1 Arnese che serve a pestare nel mortaio. 2 Arnese per battere la carne. 3 Arnese usato nelle fonderie per pressare la terra refrattaria nelle formature. 
pesticìda, agg. e sm. Composti chimici che agiscono direttamente o indirettamente sui parassiti delle piante. Si dividono in diserbanti e antiparassitari (anticrittogamici e insetticidi). 

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