Enciclopedia

trombidiòsi, sf. Nome di affezioni eritematose provocate da larve di Acari parassiti della famiglia dei Trombididi. 
trombìna, sf. Enzima proteico responsabile della coagulazione del sangue per trasformazione del fibrinogeno del plasma in fibrina filamentosa; data la struttura a maglie di questa, le cellule sanguigne vi restano impigliate generando il coagulo. 
trómbo, sm. Formazione solida, costituita da componenti del sangue, che può originarsi nelle arterie, nelle vene, nei capillari e nelle cavità cardiache. Esistono tre tipi di trombo: bianco (quando è formato solo da piastrine), rosso (quando piastrine e fibrina inglobano anche eritrociti) e misto. La natura funzionale di un trombo può inoltre essere ostruttiva (se occlude totalmente il vaso), parietale (nel caso in cui l'ostruisce solo parzialmente) e a cavaliere (quando è situato nella biforcazione di due vasi). 
tromboflebìte, sf. Processo infiammatorio di un vaso venoso seguito dalla formazione di un trombo. Originata da rallentamento della circolazione sanguigna periferica, incremento del numero delle piastrine, lesioni delle pareti venose, infezioni, interventi chirurgici, gravidanza e parto, la tromboflebite si localizza di preferenza negli arti inferiori. I sintomi sono dolore, febbre leggera, edema e arrossamento della cute soprastante la vena interessata. La terapia prevede la somministrazione di eparina e antibiotici. 
tromboncìno, sm. Piccolo lanciabombe che viene unito al fianco della canna di un fucile. 
Tromboncìno, Bartolomèo (Verona ca. 1470-Venezia? dopo il 1535) Compositore. È autore, tra l'altro, di circa 160 frottole. 
trombóne, sm. 1 Grossa tromba che produce suoni più cupi e profondi. 2 Persona che suona il trombone. 3 Arma da fuoco a canna corta e larga. 3 Persona noiosa, enfatica. non voleva certo stare tutto il tempo ad ascoltare quel trombone di professore
Tromboni, I Commedia di F. Zardi (1956). 
trombonìsta, sm. e sf. (pl. m.-isti) Suonatore di trombone. 
trombòsi, sf. Processo patologico che porta alla formazione di un trombo all'interno di un vaso arterioso o venoso. Le trombosi possono essere distinte in intracardiache, arteriose e venose. Mentre le prime due forme possono produrre effetti anche letali sul paziente (arteriosclerosi, infarto cerebrale o cardiocircolatorio), le trombosi venose non portano gravi conseguenze, tranne nei casi in cui colpiscono le vie principali di deflusso sanguigno, come la vena porta, l'iliaca, la femorale e la cava ascendente. La terapia della trombosi prevede il trattamento farmacologico del paziente (anticoagulanti e trombolitici); nei casi più gravi, tuttavia, è necessario procedere all'intervento chirurgico. 


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