Enciclopedia

ùsta, sf. Odore caratteristico che gli animali selvatici lasciano sul terreno e che viene seguito dai cani da caccia. 
ustàscia, sm. e sf. invar. Termine derivato dal croato ustasa (insorto), usato inizialmente dagli slavi balcanici per indicare chi lottava contro i turchi e che successivamente indicò gli appartenenti al movimento all'organizzazione nazionalista di estrema destra croata fondata da A. Pavelic nel 1929 per opporsi al dominio dei serbi. Gli ustascia collaborarono con i regimi dittatoriali di Italia e Germania e nel 1941 costituirono il Partito unico dello stato indipendente di Croazia. Si resero responsabili di spaventose atrocità, tra cui lo sterminio di circa un milione di persone tra serbi ed ebrei. Furono ricacciati in Austria da Tito e dagli alleati (1945). 
USTI Sigla di Unione Stampa Turistica Italiana. 
ฺstí nad Labem Città (97.000 ab.) della repubblica Ceca, sul fiume Elba. Capoluogo della provincia della Boemia Settentrionale. 
Ùstica Isola della Sicilia, di origine vulcanica, situata nel Mar Tirreno. 
Comune in provincia di Palermo (1.188 ab., CAP 90010, TEL. 091). 
Ustilaginàli Ordine di Funghi Basidiomiceti parassiti delle piante superiori che attaccano soprattutto le graminacee. Possono causare a queste ultime malattie come carie o carbone. 
Ustinov, Peter (Londra 1921-) Attore e regista inglese. Tra le sue interpretazioni, Quo Vadis? (1951); Spartacus (1960) e Topkapi (1964), con i quali vinse due Oscar quale migliore caratterista; I commedianti (1967); Assassinio sul Nilo (1978) e Delitto sotto il sole (1981), nei quali ha interpretato l'investigatore Hercule Poirot dei romanzi di Agatha Christie. Nel 1988 è stato nominato membro dell'Académie Française. 
ustionàre, v. v. tr. Produrre un'ustione; bruciare. ~ scottare. 
v. rifl. Bruciarsi. ~ scottarsi. 
ustionàto, agg. e sm. Che, chi ha riportato ustioni. 
ustióne, sf. Lesione prodotta nei tessuti da calore, elettricità e sostanze caustiche, come l'acido solforico. La gravità dell'ustione dipende dalla temperatura raggiunta dalla parte lesa, dalla durata del contatto con l'agente ustionante e dall'estensione della lesione. Le ustioni si possono suddividere in ustioni di primo grado, in cui sono interessate solo le parti superficiali dell'epidermide e che provocano l'arrossamento della parte lesa, ustioni di secondo grado, che arrivano fino al derma e si manifestano con ulcerazioni e bolle causate dalla fuoriuscita del plasma e ustioni di terzo grado in cui si ha la necrosi dei tessuti e la formazione di escare. Si possono avere fenomeni come shock e tossemia. 
Nei casi più lievi la zona ustionata si presenta arrossata e può essere coperta di flittene; nei casi più gravi vi è un interessamento degli strati profondi del derma con la distruzione di parti più o meno estese di tessuto. Le ustioni lievi si possono curare senza ricorrere all'ospedalizzazione. Occorre bagnare con acqua fredda la parte interessata, evitando nel modo più assoluto di applicare olio, burro o quant'altro le credenze popolari ritengano adatto ad alleviare il dolore, anche per il pericolo di provocare infezioni. Dopo aver bagnato con abbondante acqua fredda, sarebbe opportuno pulire la parte ustionata con un detergente antisettico diluito in acqua. Nei giorni successivi si potranno applicare creme antisettiche coprendo la parte lesa con una fasciatura leggera. In caso di infezione il medico potrà consigliare antibiotici e antibatterici topici. 
Se l'ustione è grave è indispensabile trasportare con urgenza l'infortunato in ospedale per il rischio imminente di insorgenza di una situazione di shock, eventualmente avvolgendo il corpo in un lenzuolo pulito. 
La prevenzione spesso assume un ruolo molto importante in questo tipo di patologie. Basti pensare per esempio agli incidenti domestici che spesso coinvolgono i bambini a causa di pentole con acqua bollente lasciate incustodite sul fuoco, oppure agli infortuni sul lavoro che si verificano per troppa superficialità nel rispetto delle norme di sicurezza. ~ scottatura. 

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