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bulbìllo, sm. Gamma a bulbo che non sviluppandosi sulla pianta cade a terra, mettendo così nuove radici. 
bùlbo, sm. In botanica è un organo, di solito sotterraneo, formato da un fusto molto breve che porta un germoglio avvolto da squame molto sviluppate e ispessite, carnose all'interno e papiracee all'esterno, sovrapposte le une alle altre (catafilli), che funzionano come organi di riserva delle sostanze nutritive. Esempi di bulbo sono cipolle, tulipani, gigli, giacinti, aglio, porro. 
In biologia sono così chiamati quegli organi o parti di essi, la cui forma sia paragonabile a quella di un bulbo vegetale (per esempio il bulbo pilifero è la protuberanza alla radice del pelo). 
bulbóso, agg. Fornito di bulbo. 
bulbul, sm. invar. Nome volgare di alcuni Uccelli Passeriformi della famiglia dei Picnonotidi, dal piumaggio morbido e modeste dimensioni. 
Bulciàgo Comune in provincia di Lecco (2.610 ab., CAP 22060, TEL. 031). 
bulè, sf. Il consiglio cittadino dell'antica polis greca. 
bulèuta, sf. Nell'antica Grecia, membro della bulè, il consiglio cittadino dell'antica polis greca. 
buleutèrio, sm. Nell'antica Grecia, l'edificio adibito alle riunioni della bulè. 
Bulgakov, Michail Afanasevic (Kiev 1891-Mosca 1940) Scrittore sovietico la cui produzione letteraria, fatta di drammi e romanzi, fu ispirata dai problemi sociali e umani. Tra i romanzi scrisse La guardia bianca (1924), da cui trasse il dramma I giorni dei Turbiny (1925), il capolavoro incompiuto Il Maestro e Margherita (pubblicato postumo, 1966-1967), Cuore di cane (postumo, 1967), l'incompiuto Romanzo teatrale (postumo, 1965). Tra i drammi, Molière (1936), La fuga (1937). 
Bulganin, Nikolaj Aleksandrovic (Nizij Novgorod 1895-Mosca 1975) Politico sovietico. Dal 1947 al 1953 fu ministro delle forze armate, quindi venne eletto presidente del consiglio nel 1955 e rimase in carica fino al 1958, quando venne destituito in quanto contrario alla destalinizzazione. 
Bulgarìa Repubblica dell'Europa sudorientale, confina a nord con la Romania, a ovest con la Iugoslavia (Serbia) e la Macedonia, a sud con la Grecia e la Turchia e si affaccia a est sul mar Nero. 
Il confine settentrionale è tracciato per quasi tutta la sua lunghezza dal corso del Danubio costeggiato fino ai Balcani da una fascia pianeggiante attraversata dai numerosi affluenti di destra del Danubio. 
A sud di questa pianura settentrionale i Balcani (Stara Planina) attraversano il paese per circa 600 km; ricoperte di boschi, le montagne superano di poco i 2.000 m (Botev 2.376 m). 
Il versante meridionale dei Balcani delimita insieme ai monti Rodopi un'altra ampia zona pianeggiante dove scorre per circa 500 km il fiume Marica. I rilievi dei Rodopi sono di altitudine modesta, le cime più alte sono il Musala (2.925 m) nel massiccio del Rila e il Vihren (2.914 m) nel Pirin. 
Le coste sono alte e rocciose al nord, basse e lineari al centro e al sud. 
Il clima ha carattere tipicamente continentale con inverni rigidi ed estati molto calde, in particolare sul versante del Danubio. 
Le precipitazioni sono generalmente scarse tranne sui rilievi balcanici; meno nette le variazioni stagionali nella parte meridionale del paese che risente degli influssi mediterranei. 
Sofia (1.200.000 ab.), la capitale, è l'unica metropoli della Bulgaria, situata al centro delle vie di comunicazione dei Balcani. 
La seconda città bulgara, Plovdiv (370.000 ab.), capoluogo della valle della Marica, è un importante centro industriale e commerciale. Da segnalare inoltre Varna (principale porto del mar Nero, 300.000 ab.), Ruse (un attivo porto fluviale sul Danubio, 185.000 ab.) e Dimitrovgrad. 
La Bulgaria è stato tradizionalmente un paese agricolo con la sua produzione di cereali, patate, barbabietole da zucchero, insieme al tabacco di qualità assai pregiata; una coltura tipica è quella delle rose, che alimenta l'attività di distillazione e delle confetture, delle fragole e delle primizie orticole. 
Nonostante la forte tradizione agricola il paese ha fortemente incrementato il proprio potenziale industriale e i manufatti rappresentano ormai il 70% delle esportazioni bulgare. Rilevante l'industria meccanica (macchine agricole e autoveicoli) e delle apparecchiature elettriche. 
Varna è centro di cantieri navali. 
Rilevante l'industria tessile e quella chimica, nonostante ciò l'industria di trasformazione dei prodotti agricoli continua a rivestire un ruolo di primo piano. 
Tradizionale l'allevamento degli ovini, in via di aumento quello dei bovini, tuttora diffuse le tipiche attività di apicultura e bachicultura. 
Le risorse minerarie non sono particolarmente ingenti, ma si possono ricordare i giacimenti di carbone, di lignite, di petrolio. Tra i minerali metalliferi sono presenti ferro, piombo, zinco, rame e bauxite. 
STORIA Popolata dai traci, la regione vede l'insediamento di colonie greche sulle sue coste a partire dall'VIII sec. a. C., quindi viene conquistata dai romani (I sec. d. C.). In seguito appartiene all'impero bizantino. Gli slavi vi si stabiliscono a partire dal VI sec. 
Verso il 680 i protobulgari di origine turca, si insediano nel basso Danubio e fondano il primo impero bulgaro. Dopo la sua conversione al cristianesimo, Boris I fonda una chiesa nazionale di lingua slava (852-889). Simeone I il Grande (889-927) instaura un patriarcato indipendente. Nel 1013 i bizantini vincono lo zar Samuel (997-1014) che ormai regnava solo sulla Bulgaria occidentale. Dal 1018 al 1187 la Bulgaria diventa una provincia dell'impero bizantino. 
Nel 1187 Giovanni e Pietro Asem fondano il secondo impero bulgaro. Nella metà del XIV sec., minacciata dai mongoli, che si sono stabiliti alle sue frontiere dopo il 1241 e dai tatari, la Bulgaria è divisa in vari principati. Essa non può resistere alla conquista turca. Dal 1396 al 1887, sotto la dominazione ottomana, la Bulgaria è parzialmente islamizzata (i turchi stabilitisi nella parte orientale formano una comunità musulmana di lingua bulgara). La chiesa bulgara, collegata al patriarcato di Costantinopoli, ottiene la creazione di un Esarcato indipendente nel l870. 
Dopo la guerra russo-turca (1877-1878) il congresso di Berlino decise di creare una Bulgaria autonoma e di mantenere l'amministrazione ottomana in Macedonia e nella Rumelia orientale. Quest'ultima viene annessa nel 1885 alla Bulgaria governata da Alessandro I di Battenberg (1879-1886). Il paese ottiene l'indipendenza nel 1908 sotto Ferdinando I di Sassonia-Coburg (1887-1918) che assume il titolo di zar. 
Nel 1912 la Bulgaria entra in guerra contro l'impero ottomano a fianco della Grecia e del Montenegro. L'anno successivo, in disaccordo con i suoi antichi alleati sulla spartizione della Macedonia, dichiara loro guerra e viene sconfitta. 
Nel 1915 viene coinvolta nella prima guerra mondiale a fianco degli imperi centrali. Nel settembre 1918 chiede l'armistizio dopo l'offensiva di Franchet d'Esperey. Dal 1918 al 1943 Boris III governa la Bulgaria privata di ogni accesso al mar Egeo e della maggior parte della Macedonia con il trattato di Neuilly (1919). 
Dopo la forte spinta dei socialisti democratici e degli agrari, a partire dal 1923 prevale la reazione. Inizialmente neutrale nella seconda guerra mondiale, la Bulgaria aderisce nel 1941 al patto tripartito. Quando il paese viene occupato nel 1944 dall'Armata Rossa, un governo, formato dopo l'insurrezione del 9 settembre 1944, la fa entrare in guerra a fianco dell'URSS. 
La repubblica, proclamata nel 1946, è guidata dai comunisti V. Kolorov e G. Dimitrov, che avviano la costruzione del socialismo nel paese (1948). I primi segretari del partito comunista, V. Cervenkov (1950-1954) e T. ¿¦¿ivkov (Jivkov) restano fedeli e allineati all'unione sovietica. Dal 1989 ¿¦¿ivkov rassegna le dimissioni. Nell'anno successivo il partito rinuncia al proprio ruolo dirigente, vincendo comunque le prime elezioni libere. Viene insediato un governo di unità nazionale. ¿¦¿elyu ¿¦¿elev, portavoce dell'opposizione, diventa presidente della repubblica. Nel 1991 l'opposizione democratica forma un nuovo governo. Nel 1994 i socialisti (ex comunisti) vincono le elezioni legislative. 
Abitanti-8.769.000 
Superficie-110.912 km2 
Densità-79.1 ab./km2 
Capitale-Sofia 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lev 
Lingua-Bulgaro, turco, romeno 
Religione-Ortodossa, musulmana 
bùlgaro, agg. e sm. agg, Della Bulgaria. 
sm. 1 Cuoio pregiato, rosso cupo e odoroso, usato in pelletteria e in legatoria. 2 Ricamo vivacemente variopinto. 
Bulgarogràsso Comune in provincia di Como (2.691 ab., CAP 22070, TEL. 031). 
bulicàme, sm. Sorgente di acque minerali bollenti. 
bulicàre, v. intr. Sgorgare bollendo, in particolare per le acque termali. 
bulimìa, sf. Irrefrenabile bisogno di mangiare originato da scompensi del sistema nervoso o da malattie come ulcera o diabete. Causa frequente di obesità, la bulimia si manifesta con ripetuti accessi di fame che costringono il paziente a ingurgitare frettolosamente grandi quantità di cibo. L'attacco di bulimia è normalmente seguito da senso di colpa e agitazione. <> anoressia. 
Bulimùlidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati dell'ordine degli Stilommatofori, hanno una conchiglia molto sviluppata. 
bulinàre, v. tr. Incidere col bulino. 
bulinatóre, sm. Chi incide col bulino. 
bulinatùra, sf. Incisione col bulino. 
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