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(Fonte opendata: Camera dei Deputati)
Legge Ordinaria n. 7 del 25/01/1985 (Pubblicata nella G.U. del 28 gennaio 1985 n. 23)
Proroga del termine previsto dal primo comma dell'articolo 30 della legge 28 luglio 1984, n. 398.
Proroga del termine previsto dal primo comma dell'articolo 30 della legge 28 luglio 1984, n. 398.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1.
Il termine di sei mesi previsto dal primo comma dello articolo 30
della legge 28 luglio 1984, n. 398 (a), e' prorogato, limitatamente
alle disposizioni degli articoli 2, ultimo comma (b), 3 (c), 7 (d) e
29 (e) della predetta legge, fino al 30 novembre 1985 per gli
imputati di taluno dei delitti, consumati o tentati, previsti dagli
articoli 416, 416-bis, 422, 575 e 630 del codice penale e
dall'articolo 75, primo e terzo comma, della legge 22 dicembre 1975,
n. 685 (f), nonche' di delitti commessi per finalita' di terrorismo o
di eversione dell'ordinamento costituzionale punibili con l'ergastolo
o con la reclusione superiore nel massimo a cinque anni, sempreche'
non si tratti di persone che hanno commesso il reato prima del
compimento del diciottesimo anno di eta'.
Nel caso in cui i termini massimi di custodia cautelare siano stati
prorogati per effetto delle disposizioni di cui al precedente comma,
la liberta' provvisoria puo' essere concessa anche in deroga a quanto
previsto dal secondo comma dell'articolo 277 del codice di procedura
penale (g).
NOTE
Note all'art. 1:
(a) Il testo dell'art. 30 della legge n. 398/1984, e' il
seguente:
"Per gli imputati nei cui confronti alla data di entrata
in vigore della presente legge sono gia' stati emessi
provvedimenti di cattura o di arresto o che, comunque, a
tale data si trovano in stato di custodia cautelare, le
disposizioni degli articoli 2, ultimo comma, 3, 4, 7 e 29
si applicano sei mesi dopo la pubblicazione della legge
stessa nella Gazzetta Ufficiale e fino a tale data
continuano ad osservarsi le disposizioni precedentemente in
vigore.
Successivamente, nei casi previsti dal primo comma
l'applicazione dei nuovi termini di custodia cautelare
opera a partire dalla fase processuale in corso. La durata
della custodia cautelare non puo' comunque superare quella
massima prevista dalle norme anteriori all'entrata in
vigore della presente legge".
(b) L'art. 2 della legge n. 398/1984 ha sostituito l'art.
271 c.p.p. (decorrenza della custodia cautelare), il cui
ultimo comma e' il seguente:
"I termini di custodia cautelare, ai soli effetti
dell'articolo seguente, decorrono anche durante il tempo in
cui l'imputato e', per altro reato, detenuto per esecuzione
di pena o internato per misura di sicurezza".
(c) L'art. 3 della legge n. 398/1984 ha sostituito l'art.
272 c.p.p. (durata della custodia cautelare).
(d) Il testo dell'art. 7 della legge n. 398/1984 e' il
seguente:
"I termini previsti dall'articolo 272 del codice di
procedura penale, come modificati dalla presente legge,
possono essere prorogati fino a un terzo, per la sola fase
istruttoria, dal tribunale competente ai sensi
dell'articolo 263-ter del codice di procedura penale, su
istanza motivata del giudice istruttore, limitatamente ai
delitti previsti dagli articoli 416-bis e 630 del codice
penale e dall'articolo 75 della legge 22 dicembre 1975, n.
685, nonche' per i delitti commessi per finalita' di
terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale.
L'istanza del giudice istruttore e' comunicata al
pubblico ministero e all'imputato".
(e) Il testo dell'art. 29 della legge n. 398/1984 e' il
seguente:
"L'articolo 10 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n.
625, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6
febbraio 1980, n. 15, e' abrogato".
(f) Il testo dell'art. 75, primo e terzo comma, della
legge n. 685/1975, sugli stupefacenti (tenuto conto
dell'aumento delle pene pecuniarie disposto dall'art. 113
della legge 24 novembre 1981, n. 689), e' il seguente:
"Art. 75 (Associazione per delinquere). - Quando tre o
piu' persone si associano allo scopo di commettere piu'
delitti tra quelli previsti dagli articoli 71, 72 e 73,
coloro che promuovono, costituiscono, organizzano o
finanziano la associazione sono puniti, per cio' solo, con
la reclusione non inferiore a quindici anni e con la multa
da lire 100 milioni a lire 400 milioni" (primo comma).
"La pena e' aumentata se il numero degli associati e' di
dieci o piu' o se tra i partecipanti vi sono persone dedite
all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope" (terzo
comma).
(g) Il testo del secondo comma dell'art. 277 c.p.p.
(facolta' di concedere e revocare la liberta' provvisoria),
come risultante a seguito della sostituzione della lettera
b) operata dall'art. 2 della legge qui pubblicata, e' il
seguente:
"La liberta' provvisoria, tuttavia, non puo' essere
concessa a chi e' imputato:
a) di un delitto per cui e' prevista la pena
dell'ergastolo;
b) di uno dei delitti previsti dagli articoli 289-bis,
primo e secondo comma, 416-bis, 422, 575, 630, primo,
secondo e terzo comma, del codice penale e dall'articolo
75, primo e terzo comma, della legge 22 dicembre 1975, n.
685;
c) di uno dei delitti previsti dagli articoli 628,
terzo comma, e 629, secondo comma, del codice penale,
sempre che, quando la violenza o minaccia e' commessa con
armi, si tratti di armi che rientrino nella previsione
dell'articolo 1, primo comma, e dell'articolo 2, primo e
secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110".
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