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(Fonte opendata: Camera dei Deputati)
Legge Ordinaria n. 394 del 06/12/1991 Pubblicata nella G.U. del 13 dicembre 1991, n. 292
Legge quadro sulle aree protette.
Legge quadro sulle aree protette.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
ART. 1.
Finalita' e ambito della legge
1. La presente legge, in attuazione degli articoli 9 e 32 della
Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta
principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree
naturali protette, al fine di garantire e di promuovere, in forma
coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio
naturale del paese.
2. Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio naturale
le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o
gruppi di esse, che hanno rilevante valore naturalistico e
ambientale.
3. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2,
specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di
tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le
seguenti finalita':
a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni
vegetali o forestali, di singolarita' geologiche, di formazioni
paleontologiche, di comunita' biologiche, di biotopi, di valori
scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e
idrogeologici, di equilibri ecologici;
b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei
a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche
mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici,
storici e architettonici e delle attivita' agro-silvo-pastorali e
tradizionali;
c) promozione di attivita' di educazione, di formazione e di ricerca
scientifica, anche interdisciplinare, nonche' di attivita' ricreative
compatibili;
d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.
4. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui al
comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree
possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di
attivita' produttive compatibili.
5. Nella tutela e nella gestione delle aree naturali protette, lo
Stato, le regioni e gli enti locali attuano forme di cooperazione e
di intesa ai sensi dell'articolo 81 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dell'articolo 27 della legge 8
giugno 1990, n. 142.
AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il
rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note all'art. 1:
- Il testo degli articoli 9 e 32 della Costituzione e' il
seguente:
"Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura
e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico
della Nazione".
"Art. 32. - La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettivita' e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno puo' essere obbligato a un determinato trattamento
sanitario se non per disposizione di legge. La legge non
puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto
della persona umana".
- Il testo dell'art. 81 del D.P.R. n. 616/1977 (Attuazione
della delega di cui all'art. 1 della legge 22 luglio 1975,
n. 382) e' il seguente:
"Art. 81 (Competenze dello Stato). - Sono di competenza
dello Stato le funzioni amministrative concernenti:
a) l'identificazione, nell'esercizio della funzione di
indirizzo e di coordinamento di cui all'art. 3 della legge
n. 382 del 1975, delle linee fondamentali dell'assetto del
territorio nazionale, con particolare riferimento alla
articolazione territoriale degli interventi di interesse
statale ed alla tutela ambientale ed ecologica del
territorio nonche' alla difesa del suolo;
b) la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle zone
dichiarate sismiche e l'emanazione delle relative norme
tecniche per le costruzioni nelle stesse.
Per le opere da eseguirsi da amministrazioni statali o
comunque inesistenti su aree del demanio statale
l'accertamento delle conformita' alle prescrizioni delle
norme e dei piani urbanistici ed edilizi, salvo che per le
opere destinate alla difesa militare, e' fatto dallo Stato,
d'intesa con la regione interessata.
La progettazione di massima ed esecutiva delle opere
pubbliche di interesse statale, da realizzare dagli enti
istituzionalmente competenti, per quanto concerne la loro
localizzazione e le scelte del tracciato se difforme dalle
prescrizioni e dai vincoli delle norme o dei piani
urbanistici ed edilizi, e' fatta dall'amministrazione
statale competente d'intesa con le regioni interessate, che
devono sentire preventivamente gli enti locali nel cui
territorio sono previsti gli interventi.
Se l'intesa non si realizza entro novanta giorni dalla data
di ricevimento da parte delle regioni del programma di
intervento, e il Consiglio dei Ministri ritiene che si
debba procedere in difformita' dalla previsione degli
strumenti urbanistici, si provvede, sentita la commissione
interparlamentare per le questioni regionali con decreto
del Presidente della Repubblica previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro o dei
Ministri competenti per materia.
I progetti di investimento di cui all'art. 14 della legge 6
ottobre 1971, n. 853, sono comunicati alla regione nel cui
territorio essi devono essere realizzati. Le regioni hanno
la facolta' di promuovere la deliberazione del CIPE di cui
al quarto comma dello stesso articolo.
Resta fermo quanto previsto dalla legge 18 dicembre 1973,
n. 880, concernente la localizzazione degli impianti per la
produzione di energia elettrica e dalla legge 2 agosto
1975, n. 393, relativa a norme sulla localizzazione delle
centrali elettronucleari e sulla produzione e sull'impiego
di energia elettrica e dalla legge 24 dicembre 1976, n.
898, per le servitu' militari".
- Il testo dell'art. 27 della legge n. 142/1990
(Ordinamento delle autonomie locali) e' il seguente:
"Art. 27 (Accordi di programma). - 1. Per la definizione e
l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di
intervento che richiedono, per la loro completa
realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni,
di province e regioni, di amministrazioni statali e di
altri soggetti pubblici, o comunque di due o piu' tra i
soggetti predetti, il presidente della regione o il
presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla
competenza primaria o prevalenti sull'opera o sugli
interventi o sui programmi di intervento, promuove la
conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta
di uno o piu' dei soggetti interessati, per assicurare il
coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le
modalita', il finanziamento ed ogni altro connesso
adempimento.
2. L'accordo puo' prevedere altresi' procedimenti di
arbitrato, nonche' interventi surrogatori di eventuali
inadempienze dei soggetti partecipanti.
3. Per verificare la possibilita' di concordare l'accordo
di programma, il presidente della regione o il presidente
della provincia o il sindaco convoca una conferenza tra i
rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.
4. L'accordo, consistente nel consenso unanime delle
amministrazioni interessate, e' approvato con atto formale
del presidente della regione o del presidente della
provincia o del sindaco ed e' pubblicato nel Bollettino
ufficiale della regione. L'accordo, qualora adottato con
decreto del presidente della regione, produce gli effetti
della intesa di cui all'art. 81 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, determinando le
eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti
urbanistici e sostituendo le concessioni edilizie, sempre
che vi sia l'assenso del comune interessato.
5. Ove l'accordo comporti variazione degli strumenti
urbanistici, l'adesione del sindaco allo stesso deve essere
ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a
pena di decadenza.
6. La vigilanza sull'esecuzione dell'accordo di programma e
gli eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un
collegio presieduto dal presidente della regione o dal
presidente della provincia o dal sindaco e composto da
rappresentanti dagli enti locali interessati, nonche' dal
commissario del Governo nella regione o dal prefetto nella
provincia interessata se all'accordo partecipano
amministrazioni statali o enti pubblici nazionali.
7. Allorche' l'intervento o il programma di intervento
comporti il concorso di due o piu' regioni finitime, la
conclusione dell'accordo di programma e' promossa dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui spetta
convocare la conferenza di cui al comma 3. Il collegio di
vigilanza di cui al comma 6 e' in tal caso presieduto da un
rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri
ed e' composto dai rappresentanti di tutte le regioni che
hanno partecipato all'accordo. La Presidenza del Consiglio
dei Ministri esercita le funzioni attribuite dal comma 6 al
commissario del Governo ed al prefetto.
8. La disciplina di cui al presente articolo si applica a
tutti gli accordi di programma previsti da leggi vigenti
relativi ad opere, interventi o programmi di intervento di
competenza delle regioni, delle province o dei comuni,
salvo i casi in cui i relativi procedimenti siano gia'
formalmente iniziati alla data di entrata in vigore della
presente legge. Restano salve le competenze di cui all'art.
7 della legge 1µ marzo 1986, n. 64".
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